A 750 anni dalla nascita (1265-2015) del più importante poeta italiano:

il Premio Lunezia  nella storica edizione del Ventennale 

dedica la sezione Musicare i Poeti a Dante Alighieri

Il passo da musicare è uno dei più celebri della letteratura mondiale e consiste nelle parole che Francesca da Rimini rivolge a Dante, nel Canto V dell’Inferno (vv. 88-107) … “Amor, ch’a nullo amato amar perdona”…

Le modalità di partecipazione sono le medesime della categoria cantautori (link “come partecipare” –  Nuove Proposte), così come la quota di partecipazione (35 €).  L’impegno è quello che la musica abbinata a questa poesia dovrà essere rigorosamente inedita.  Sarà altresì sufficiente l’invio di un (1) brano, quindi non di due brani come per la tradizionale categoria cantautori.

Per quanto riguarda l’esecuzione l’autore potrà avvalersi della propria voce o di quella di altro interprete, basta che lo renda noto nella scheda di partecipazione.

Tra le opere pervenute una (1) verrà scelta, dalla Redazione Musical-Letteraria, per partecipare alla serata finale del Premio Lunezia Big, prevista il  26 Luglio a Marina di Carrara (MS) .  La Redazione competente è guidata dal critico Paolo Talanca.

Tutti avranno comunque diritto ad una analisi della propria opera (così come per la categoria cantautori/band e autori di testo ).

Anche le iscrizioni a questa sezione sono aperte sino al 10 Giugno 2015.

É concesso ripetere versi o passi della poesia, anche come ritornelli, o aggiungere sillabe “di appoggio”. Mettere in musica la poesia comprendendone l’essenza, rispettandone il più possibile la forma. Questa è la sfida.

Per eventuali chiarimenti info: 0187 708181 – 0187 712567 – 347 3065739 – 339 6882301

Ecco il passo da musicare :

“«O animal grazïoso e benigno

che visitando vai per l’aere perso

noi che tignemmo il mondo di sanguigno,

se fosse amico il re de l’universo,

noi pregheremmo lui de la tua pace,

poi c’hai pietà del nostro mal perverso.

Di quel che udire e che parlar vi piace,

noi udiremo e parleremo a voi,

mentre che ‘l vento, come fa, ci tace.

Siede la terra dove nata fui

su la marina dove ‘l Po discende

per aver pace co’ seguaci sui.

Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende,

prese costui de la bella persona

che mi fu tolta; e ‘l modo ancor m’offende.

Amor, ch’a nullo amato amar perdona,

mi prese del costui piacer sì forte,

che, come vedi, ancor non m’abbandona.

Amor condusse noi ad una morte.

Caina attende chi a vita ci spense».”

(Fine)

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