La sezione “Musicare i Poeti” del Premio Lunezia 2020 è dedicata a Dante

Per quanto riguarda l’esecuzione l’autore potrà avvalersi della propria voce o di quella di altro interprete, basta che lo renda noto nella scheda di partecipazione.

Tra le opere pervenute una (1) verrà scelta, dalla Redazione Musical-Letteraria, per partecipare alla serata finale del Premio Lunezia Big.

Tutti avranno comunque diritto ad una analisi della propria opera (così come per la categoria cantautori/band e autori di testo ).

É concesso ripetere versi o passi della poesia, anche come ritornelli, o aggiungere sillabe “di appoggio”. Mettere in musica la poesia comprendendone l’essenza, rispettandone il più possibile la forma. Questa è la sfida.

Per eventuali chiarimenti info: – 347 3065739 – 347 2782390

Quest’anno il soggetto scelto dal Centro Studi Lunigiana Dantesca è SAN FRANCESCO D’ASSISI, Patrono d’Italia, e saranno dunque oggetto di studio quattro terzine tratte dal CANTO XI DEL PARADISO e il tema è titolato “Il Buon Governo del Mondo”.

Si tratta di un tema molto difficile: il linguaggio del Paradiso non è lineare come lo sono quelli dell’Inferno e del Purgatorio. Solo con i celeberrimi passi dell’Inno alla Vergine e della Visio Dei, in tema l’anno prossimo, il testo recupererà tutto il lirismo tanto caro alla tradizione melodica italiana. Di più: al contrario dell’Inferno, dove è l’elemento musicale ad essere esente da melodia, qui in Paradiso, a dispetto della difficoltà della lettura del testo, la musica, che Dante sempre bene idealizza, è purissima armonia.

Un tema, dunque, che si annuncia per compositori esperti e per grandi promesse della Musica.

 SFIDA ACCETTATA?

Non era ancor molto lontan da l’orto, 

ch’el cominciò a far sentir la terra    

de la sua gran virtute alcun conforto;                                    

ché per tal donna, giovinetto, in guerra

del padre corse, a cui, come a la morte, 

la porta del piacer nessun diserra;                                        

e dinanzi a la sua spirital corte 

et coram patre le si fece unito; 

poscia di dì in dì l’amò più forte.                                            

Questa, privata del primo marito,

millecent’anni e più dispetta e scura

fino a costui si stette sanza invito;                             

( Paradiso XI 55-66)
VERSI AGGIUNTI PER UN POSSIBILE RITORNELLO:
Francesco e Povertà, per questi amanti
[…] nacque al mondo un sole
(vv. 74 e 50)

PARAFRASI DEL TESTO SCELTO

[Francesco] era ancora giovinetto

che già la terra intera risentiva del conforto

del suo influsso benefico,

che per tal Donna [la Povertà] in guerra

con il padre venne, giacché nessuno, come alla morte,

aprirebbe a lei mai la porta.

Così dinanzi al tribunale ecclesiastico

a lei [Francesco] si fece unito

e da lì in poi, di giorno in giorno, le si fece sempre più unito.

Costei [la Povertà] vedova del suo primo marito [il Cristo],

a distanza di più di mille e cent’anni,

disprezzata e ignorata da tutti,

fino a costui stette senza invito alcuno.

POETICA DEL PASSO

Il celebre tema della Povertà non va preso alla lettera. Neppure il Vangelo va preso così. A che servirebbe mai una Chiesa povera tra i poveri? Quel che ci vuole è una Chiesa ‘sobria’, dunque mai opulenta.

Questo era il messaggio sapienziale del Cristo e questo è il messaggio dei suoi degni successori, Francesco e Dante.

D’altra parte, non si può negare validità all’argomento del grande D. H. Lawrence de “L’Apocalisse”: «Servire i poveri, e va bene. Ma chi serviranno i poveri?». Ne’ può essere trascurato il potente ruolo allegorico presente nella Vita del Santo: il Francesco che doma il lupo non lo fa nei boschi del Casentino ma nel deserto mediorientale, e Francesco non parla agli uccelli, ma parla con la lingua degli uccelli, la stessa che usa l’eroe Sigfrid nella foresta nel II Atto della immensa Tetralogia del Nibelungo di Richard Wagner..

Dante parla di Francesco come di un nuovo «Sole». Francesco e Povertà sono «amanti», cioè emanano Amore per il Buon Governo del Mondo intero.

CLSD – © 2020

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